giovedì 6 agosto 2015

Premio Internazionale di Pittura: “NOTTI SACRE …IN PUGLIA”. Prima Edizione


Premiazione
Polo Museale di Ascoli Satriano
06 agosto 2015
ore 20,30

Il “Premio Internazionale di pittura “Notti Sacre..in Puglia”, alla sua prima edizione, è un concorso rivolto alle donne-artiste di  ogni età e nazionalità e alla loro visione culturale, iconografica e simbolica di Maria, la Madonna, Madre della Cristianità, espressione della quotidianità di ogni donna in ogni tempo. Donna umile e saggia, docile e prodiga, icona di una femminilità liberata dalla dimensione della sola umanità dall’amore di Dio. “Notti Sacre” è una rassegna di arte, musica, pensiero, preghiera e spettacolo, organizzata dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, alla sesta edizione nella Città di Bari con la direzione artistica di don Antonio Parisi.
Il concorso per il “Premio Internazionale di Pittura Notti Sacre..in Puglia”, bandito da Federico II Eventi e Artoteca Vallisa, è un evento parte integrante di “Notti Sacre..in Puglia” 2015, alla sua seconda edizione, affidato all’Associazione di Promozione Sociale “Federico II Eventi”, di cui è presidente Miguel Gomez.
Il concorso prevede la selezione di 20 artiste finaliste che parteciperanno alle mostre itineranti della rassegna, un diploma di finalista e la pubblicazione dell’opera selezionata sul catalogo del premio  “Notti Sacre..in Puglia” .
Il primo premio prevede la partecipazione alle mostre itineranti della rassegna, una targa-premio, l’organizzazione di tre mostre personali itineranti presso la chiesa di “Santa Teresa dei Maschi” di Bari, il “Polo Museale Civico” di Ascoli Satriano, il “Polo Museale Civico” di Cerignola, la pubblicazione dell’opera selezionata sul catalogo del premio di “Notti Sacre..in Puglia”
Il secondo premio prevede la partecipazione alle mostre itineranti della rassegna, una targa-premio e due mostre personali presso la “Chiesa di Santa Teresa dei Maschi” di Bari e il “Polo Museale Civico” di Cerignola, la pubblicazione dell’opera selezionata sul catalogo del premio di “Notti Sacre..in Puglia”
Il terzo premio prevede la partecipazione alle mostre itineranti della rassegna, una targa Presidente di Giuria o uno dei componenti della Giuria scriverà una recensione dellʼopera vincitrice per il catalogo delle  opere finaliste.
Un ringraziamento particolare è rivolto a Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano per aver scritto il proemio al concorso. Il Premio è patrocinato da: Progetto Culturale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), Arcidiocesi di Bari-Bitonto, Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, Diocesi di Lucera-Troia, Comune di Bari, Ascoli Satriano, Cerignola, Orta Nova, Lucera, Troia, Provincia di Bari, Provincia di Foggia, Regione Puglia. Le mostre si terranno presso il “Polo mussale” di Ascoli Satriano, “Polo mussale” di Cerignola, “Chiesa di Santa Teresa dei Maschi” di Bari; le opere selezionate saranno pubblicate sul catalogo del premio “NOTTI SACRE IN PUGLIA”.

Per informazioni: premio.nottisacreinpuglia@gmail.com
Direzione artistica: M° Miguel Gomez
Responsabile della segreteria: Cinzia del Corral
Infotel:  3330990657 / 3488924260
Info: premio.nottisacreinpuglia@gmail.com

I MARMI POLICROMI DI ASCOLI SATRIANO

Provenienti dal territorio dell’antica Ausculum, l’odierna Ascoli Satriano in provincia di Foggia, l’eccezionalità di questa serie di manufatti ha più ragioni: l’alta qualità del marmo, quello cristallino e trasparente scavato in galleria nell’isola di Paro che i Greci riservavano ai capolavori della scultura; la presenza della decorazione pittorica, così rara nei marmi giunti sino a noi e, soprattutto, la storia del ritrovamento di questi pezzi.

Nel maggio del 2006 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale rintracciò un gruppo di oggetti nei locali del Museo Civico di Foggia e, quindi, lo trasferì a Roma a disposizione della Magistratura, nel quadro del procedimento penale relativo al commercio internazionale clandestino di reperti di scavo.

L’interesse degli investigatori era stato sollecitato dal fatto che, nel corso di indagini sviluppatesi durante gli anni precedenti, un cittadino italiano aveva ammesso di essere stato a suo tempo partecipe di un fruttuosissimo scavo clandestino svoltosi nel territorio dell’antica Ausculum, l’odierna Ascoli Satriano, nel quale era stato ritrovato sia un gruppo raffigurante due Grifi che dilaniano un cerbiatto, venduto poi ad un museo americano, sia una serie di altri oggetti, sequestrati invece dalla Guardia di Finanza di Foggia.

Di qui, dapprima la ripresa del fascicolo processuale aperto nel 1978 a carico del responsabile e, poco dopo, la vera e propria riscoperta dei marmi, prelevati dagli stessi militari dell’Arma il 5 maggio e depositati infine, per gli indispensabili interventi conservativi, presso il laboratorio di restauro romano della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. La conferma dello straordinario interesse dei pezzi rimasti a Foggia e la palese corrispondenza fra la descrizione di ciò che era stato invece trafugato e venduto e quanto era conservato sulle coste occidentali degli Stati Uniti spingeva infine ad organizzare un sopralluogo nelle campagne di Ascoli Satriano.

Due tra i pezzi più eccezionali, il sostegno di mensa decorato con Grifi e il podanipter (grande bacino con supporto), furono acquistati dal J.-P. Getty Museum di Malibu che li ha restituiti all’Italia nel 2007.

Le indagini condotte dopo la restituzione hanno permesso, quindi, di ricollegare tutti i pezzi, in totale undici più o meno completi, facendone ipotizzare un’unica provenienza da un contesto funerario daunio della seconda metà del IV secolo a.C.: questi elementi marmorei sono infatti accomunati sia dalla particolare tecnica di lavorazione, la tornitura, sia dalla presenza della decorazione policroma; le analisi di laboratorio hanno poi confermato la pressoché medesima varietà di marmo, proveniente dalle cave greche più prestigiose. Tutti i manufatti sembrano rappresentare una versione particolarmente monumentale e finora del tutto sconosciuta di un ‘servizio’ funebre le cui forme richiamano molto da vicino la raffinata ceramica italiota di IV secolo a.C. ed esemplari in bronzo. In particolare, il grande cratere marmoreo non solo conserva tracce di policromia, ma anche l’impronta in negativo di una decorazione in oro che è stata riconosciuta come un motivo vegetale a foglie d’edera; il supporto da mensa è unico nel suo genere e la sua iconografia – due Grifi che uccidono un cervide – si rifa sicuramente a modelli orientali. Infine, il podanipter, tipico bacile per uso cerimoniale, mostra ancora al suo interno la splendida scena del trasporto delle armi di Achille da parte delle Nereidi che cavalcano mostri marini: un’iconografia coerente con la sua destinazione d’uso. Proprio il podanipter presenta interessanti elementi di affinità, per forme e cromia, con le pitture del Sarcofago delle Amazzoni, uno dei più alti esempi della pittura magno-greca del IV secolo a.C.

Tutto ciò a testimoniare la qualità dei manufatti che componevano questo complesso funebre, destinato con tutta probabilità a un membro dell’élite daunia.

(Testo tratto dal comunicato stampa del MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI - DIREZIONE GENERALE PER LE ANTICHITÀ - SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA in occasione della mostra IL SEGRETO DI MARMO. I MARMI POLICROMI DI ASCOLI SATRIANO, svoltasi a Roma presso Palazzo Massimo dal 16 dicembre 2009 al 23 maggio 2010)